I greci, i sufi e Bagni di suoni

di Fiorella Orazzo >>> 

tolomeoNella storia dell’umanità in più di un testo sacro si narra di come l’universo abbia avuto origine dal suono. Per i cristiani l’origine è il Verbo, per gli ebrei il Yhy, per gli islamici il Kun; secondo l’antico druidismo europeo all’origine ci sarebbe stato un suono primordiale; per la mitologia egizia dalla lingua di Ptah nacque Atum, il creatore. E molti altri esempi potrebbero essere fatti. In qualche modo l’essere umano ha da sempre intuito che il suono e la vibrazione hanno a che fare con la Vita. I più attuali studi di fisica quantistica confermano questa ancestrale intuizione. Dopo secoli in cui la fisica classica si è dibattuta nella divisone tra materia ed energia, pieno e vuoto, la fisica quantistica ci dà oggi nuovi occhi per guardare a conoscenze antiche. In estrema sintesi gli studi attuali sembrano affermare che «la materia in sé non esiste. Ogni materia nasce e consiste solo mediante una forza, quella che porta le particelle atomiche a vibrare e che le tiene insieme come il più minuscolo sistema solare» (Max Planck). In pratica tutto è energia che può essere vista sotto forma di particelle (quella che per i sensi umani è la materia) e sotto forma di onde (misurabili in frequenza). Le particelle e le onde sono solo apparentemente una dualità: sono aspetti della stessa cosa: l’energia. Energia che vibra. Questo sinteticamente spiega l’affermazione così di moda ultimamente: “tutto è vibrazione”!

Da ciò è facilmente deducibile il fatto che anche l’essere umano è vibrazione, anzi è un sistema complesso di vibrazioni, perché il suo corpo è costituito da strutture fisiologiche diverse che vibrano a frequenze diverse. Quindi ogni corpo umano vibra con un sistema di frequenze, che creano potremmo dire come una frequenza media per ogni singolo essere umano.

L’essere umano ha intuito da sempre questa vibrazione sottesa alla Vita. Ed ha utilizzato l’espressione della vibrazione più palese e immediata: il suono!

L’essere umano inoltre ha avuto già da secoli un’altra intuizione oggi confermata: le vibrazioni sotto forma di suono sono in grado di modificare, alterare ed influire sulla psiche e sul corpo umano, grazie ai fenomeni delle vibrazioni simpatiche, della risonanza e grazie al fatto che il suono propagandosi in un mezzo dà luogo a fenomeni di riflessione, rifrazione, attenuazione, diffrazione. E’ per questi motivi ad esempio che la musica riesce ad essere mezzo di comunicazione, di espressione, di benessere e di tanto altro: in quanto il miglior sistema organizzato di vibrazioni è la musica.

Ricordo che in molte culture la musica è nata come disciplina sacra, strettamente collegata a riti, al teatro sacro, alla parola declamata per la ritualità e ricordo inoltre che molti studi affermano che il canto legato ad antichi riti sciamanici e religiosi in genere fosse un canto impostato, come a voler amplificare gli armonici della voce e quindi le vibrazioni.

E fin da tempi antichi la musica e il suono sono stati utilizzati per la guarigione ed il benessere sia fisico che mentale.

Ci sarebbe molto di cui discutere, ma mi limito qui a riportare solo due esempi lontani nel tempo ma vicini per intenti e modi.

  1. Accenni dell’importanza della musica per Ippocrate e Platone
  2. Accenni della cosiddetta musicoterapia Sufi.
  1. ippocrates2Ippocrate, il famoso medico nativo dell’isola di Cos – talmente famoso e al quale si sono attribuite nei secoli così tante scoperte e applicazioni terapeutiche, da far dubitare alcuni studiosi contemporanei che una sola persona abbia potuto fare così tanto – pare fosse esperto, oltre che di arte medica, di ginnastica, di dietologia, di arti visive, anche di musica. E sembra proprio che utilizzasse anche la musica per guarire i propri pazienti. Si racconta infatti che portasse le persone con disturbi mentali nel tempio di Asclepio e facesse loro ascoltare musica. Ricordo che Ippocrate fu contemporaneo di Platone, il quale nei suoi scritti più volte sottolinea l’importanza della musica. Nel terzo libro della Repubblica, Platone parla diffusamente dell’utilizzo fondamentale della musica nella formazione del cittadino perfetto. Per Platone la musica è l’arte fondamentale e imprescindibile per la formazione. C’è da specificare che il termine Mousikè per i Greci non ha il significato che oggi ha per noi il termine Musica. La Mousikè era per i greci un fenomeno complesso che aveva in sè il suono, il ritmo, la parola, il gesto, la voce. Era cioè un’arte globale. Un insieme di discipline artistiche che oggi per lo più noi abbiamo separato. Inoltre Platone ci ha lasciato anche un’analisi molto attenta dell’utilizzo dei modi musicali. Sempre nel terzo libro della Repubblica egli ci spiega le caratteristiche dei modi greci – il frigio, il dorico, il lidio – e ci indica come ognuno è indicato per cose diverse, come i vari modi possano incidere sull’umore e sulla psiche. Platone conosce bene la forza della musica e del suono, tanto che raccomanda di farne utilizzo corretto, perché come possono aiutare possono anche corrompere gli animi, turbare.
  1. Dervisci rotanti 2I Sufi, mistici islamici oggi famosi soprattutto per le loro danze sacre, pare si rifacciano a conoscenze e tradizioni preislamiche e in particolare la musica utilizzata da loro ha sicuramente radici antiche e variegate. Tradizioni musicali della Cina, dell’India e della Turchia preislamica si uniscono in quella che viene definitiva Musicoterapia sufi. Credo che il termine Musicoterapia per questa pratica sia un termine un po’ restrittivo, perché il modo dei sufi di utilizzare la musica mette insieme mistica, sciamanesimo, medicina, psicosomatica, psicologia, cromoterapia e molto altro creando una disciplina completa e varia e utilizzabile con vari intenti. Intenti che alla fine si ricollegano ad un unico fine ultimo: il benessere e l’evoluzione psicofisica e spirituale dell’essere umano. E’ una pratica questa della musica sufi che in alcuni punti tocca il pensiero di Platone. Anche i sufi infatti si basano, tra le altre cose, sul concetto che i modi musicali e il loro utilizzo hanno importanza nella cura di patologie fisiche e mentali. I modi musicali detti maqâmât (singolare maqâm) sono sofisticatamente utilizzati per la cura di patologie specifiche. Lo studioso sufi Oruç Güvenç nel suo libro Musicoterapia sufi indica l’utilizzo specifico di venti tonalità diverse, ognuna utilizzata per disturbi e malattie specifiche, collegata ognuna a parti del corpo, segni astrologici, momenti della giornata, elementi del creato. Tale terapia musicale può essere inoltre anche attiva o passiva. Nel primo caso il paziente viene accompagnato all’utilizzo di una gestualità vicina alla danza baksi (una danza dell’Asia Centrale preislamica, ritenuta da sempre curativa) con lo scopo di riattivare sensazioni cinestesiche e propriocettive. Nel secondo caso il paziente è seduto o sdraiato e vengono suonati per lui strumenti vari della tradizione sempre seguendo i maqâmât idonei e accompagnando la pratica con delle visualizzazioni o con il suono dello scorrere dell’acqua.

115940408-3830f118-fba0-4410-92bf-5d5951909475Negli ultimi anni si sta molto diffondendo in occidente la pratica dei Bagni di Suoni. Lungi dall’essere una pratica di nuova invenzione è un’ attività che ha basi molto antiche e molto varie. Ha sicuramente radici che affondano nelle pratiche succitate e in molte altre. Può essere effettuato utilizzando strumenti diversi: gong, campane tibetane, diapason, tamburi e strumenti a fiato. Ci può essere l’utilizzo di una sola di queste tipologie di strumenti o anche un insieme di strumenti. Per lo più la persona partecipa in maniera passiva sedendosi o sdraiandosi. L’attenzione è alla produzione di un suono, una vibrazione di benessere. Molte volte l’applicazione che se ne fa è “semplicemente” quella di un’esperienza di rilassamento o di induzione di stati di meditazione. Ma nei casi più sofisticati il Bagno di suoni può essere anche utilizzato per trattamenti specifici per disfunzioni, patologie fisiche e mentali. Si utilizzano in questi casi strumenti che abbiano determinate frequenze e vibrazioni per indurre nelle varie parti del corpo sensazioni e stimoli cinestesici di varia natura. L’utilizzo della voce sola o accompagnata da uno strumento arricchisce e amplia le possibilità del Bagno di suoni. Può essere utilizzato con grandi risultati il canto armonico. La musica che ne nasce è di tipo improvvisata, ma non per questo poco idonea o poco efficace: l’operatore di tale pratica è sempre molto attento alla creazione di un’atmosfera armonica e alla creazione di suoni intonati e atti allo scopo di creare benessere e riposo anche all’ascolto. E’ una pratica ancora molto aperta alla sperimentazione: nasce da conoscenze antiche, ma si alimenta anche di apporti nuovi e innovativi per giungere al Ben – Essere, il Ben – esistere di tutte le parti umane: corpo, mente e spirito.

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